Mentre infuria il dibattito sul dover abolire la politica o sul doverla commissariare dai tecnici, ci sentiamo invece di proporre un’analisi diversa: la politica serve, così come gli apparati medi che intercorrono tra l’elettore e l’eletto finale. Ma è essenziale un’altra caratteristica alla politica: la capacità di saper comunicare.
Si trova parecchia letteratura in giro [cfr. Spotpolitik, ComPol, Ninjamarketing] che sottolinea il fatto di come la comunicazione sul web di qualsiasi formazione politica, sia carente e distaccata dalla comunicazione tradizionale. Tutto ciò nell’era del tempo reale e dello ZMOT non ha più senso.
Lungi dall’abbandonare il contatto fisico, visivo e itinerante con l’elettore, si scorge però l’esigenza di compenetrare tali metodiche con quello che la tecnologia oggi offre: un impianto forse ancora più rivoluzionario della televisione cui, da subito, tutti i politici hanno dato tributo osannandola come lo strumento che poteva permettere il contatto diretto con gli elettori.
Ora che abbiamo le tecnologie che ci permettono un effettivo feedback il non usarle, o peggio l’usarle in maniera con vecchi canoni e metodologie, non può che incrinare la visibilità del candidato. Non si deve, certamente, avallare l’idea che vince esclusivamente il miglior comunicatore, in fondo stiamo parlando di politica e non di marketing, ma distaccare i due fronti risulta anacronistico.

In Italia, dopo la fine della Prima Repubblica e il crollo totale delle ideologie, è infatti importante raggiungere quella fascia di indecisi che sono l’ago della bilancia di ogni elezione, ma soprattutto bisogna raggiungere, coi mezzi che li toccano più da vicino, i giovani che vivono in un limbo non più colonizzato dalle organizzazioni giovanili di partito e quindi sottoposti più a ideologie mediatiche che politiche.
Il web, i social media, la RT Communication danno quest’opportunità a chi si avvicina a questo mondo rivolgendosi a degli esperti, dato che i settori della comunicazione dei vari partiti ancora faticano a muoversi. Non è più il momento di tralasciare la comunicazione: nell’era delle ideologie liquide è opportuno che le singole idee siano convogliate in maniera giusta, attraente e facilmente esplicabile verso tutti.
